
Le foglie coprono, ma non nascondono: custodiscono ciò che deve ancora fiorire.
Le foglie coprono.
Coprono i passi che non vogliamo ricordare, le parole che non abbiamo detto, i silenzi che abbiamo lasciato cadere come pioggia d’autunno.
Ogni foglia sembra un frammento di tempo, staccato da un ramo che non reggeva più il peso della stagione.
Lei cammina piano, come se non volesse disturbare quel tappeto dorato. Ogni passo è un pensiero, ogni fruscio una memoria.
Sotto quelle foglie c’è l’estate che è finita troppo in fretta, un abbraccio rimasto a metà, la promessa di ricominciare.
C’è tutto ciò che non si dice quando si sceglie di andare avanti.
Il sole filtra tra gli alberi, disegna riflessi caldi su un mondo che cambia.
Lei respira.
Non cerca risposte.
Solo quiete.
Capisce che anche le foglie, per tornare a essere vita, devono prima lasciarsi andare.
Che coprire non è nascondere, ma proteggere.
Proteggere il tempo che serve per guarire.
E allora si ferma.
Chiude gli occhi.
E lascia che il vento faccia il resto.
